sabato 26 giugno 2010

I “BUONI & CATTIVI” DELL`ITALIA



Ultimi nel girone di qualificazione agli ottavi: difficile trovare giudizi positivi
Pesante sconfitta dell`Italia ai danni della Slovacchia per 3-2. Mondiale finito. Si torna a casa!

L’Italia peggiore di sempre esce umiliata dall`Ellis Park di Johannesburg battuta da una squadra modesta, ma che ha surclassato gli Azzurri in quanto a grinta, corsa e dinamismo. Scommettere su una sconfitta dell`Italia, per quanto visto nelle prime due uscite, non era certo un azzardo, ma alzi la mano chi, prima del mondiale, ha pensato che saremmo finiti ultimi nel girone alle spalle di Paraguay, Slovacchia e Nuova Zelanda!
C`e` poco di buono da tirar fuori da questa partita, proviamo pero` a dari i voti ai giocatori azzurri che hanno determinato, nel bene e nel male, l`andamento del match.

“I Buoni”

Quagliarella: 7,5. Gli vengono concessi solo 45 minuti in questo mondiale, ma e` quanto basta per dimostrare che e` stato un errore. Un goal sfiorato per una questione di centimetri, uno annullato per fuorigioco millimetrico e uno realizzato con una delle sue magie.

Maggio: 6. Entra per dare maggior spinta sulla destra, ma da’ il meglio di se in fase difensiva quando sventa con prontezza un contropiede slovacco. Offre una splendida palla a Di Natale, il quale pero` la spreca clamorosamente.

Chiellini: 5,5. Non raggiunge la sufficienza, ma e` comunque tra i migliori e questo la dice tutta sulla prova dell`Italia. Perde il duello con Vittek in occasione del 2-0, ma e` lui a fungere da baluardo difensivo quando tutta la squadra e` proiettata in avanti alla ricerca del pari.

“I Cattivi”

De Rossi: 4. Il suo errore spiana la strada al vantaggio della Slovacchia. La sua prestazione in generale e` molto deludente. Lontano parente del leader di centrocampo ammirato nelle prime due partite.

Pepe: 4,5. La sua arma migliore e` la corsa, purtroppo a volte sembra sia anche l`unica. All`ultimo secondo ha sul piede la palla per pareggiare, ma la manca in malo modo.

Lippi: 3. Ha ignorato Quagliarella, colui che poteva essere la scommessa dell`Italia in questa coppa del mondo. Ha preferito costruire una squadra operaia e senza qualita`. Ha scelto giocatori piu` propensi al contropiede che alla costruzione del gioco, o capaci di giocate risolutive come quella dell`attaccante del Napoli. Inoltre, molti di questi giocatori venivano da stagioni fallimentari nei club di appartenenza.



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